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Non più solo due mondi per il Festival di Spoleto – Cultura & Spettacoli

by admin
Non più solo due mondi per il Festival di Spoleto – Cultura & Spettacoli

Il Festival della musica, della danza, del teatro, degli incontri. Ma soprattutto un festival che, dopo più di un anno di pandemia, torna a puntare sull’internazionalità. Che è così tanto nel suo Dna da averla incisa nel nome. Si prepara così ad alzare il sipario il Festival dei due mondi di Spoleto (25 giugno – 11 luglio), 64/a edizione di quella creatura che lo storico patron Giancarlo Menotti pensò pionieristicamente alla fine degli anni Cinquanta e che oggi la nuova direttrice artistica Monique Veaute ha voluto presentare, non a caso, anche ai corrispondenti della Stampa estera in Italia.
    “Accettando questo ruolo – racconta lei – ho scoperto due-tre cose. Innanzitutto, il rapporto con il territorio.
    Lanciare un festival internazionale in una piccola città, 64 anni fa: Menotti ebbe un’idea geniale. Così come un altro colpo di genio fu portare la musica in piazza, nei chiostri, nelle chiese, nei teatri. È quello che mi ha chiesto di realizzare anche Iván Fischer”, il direttore della Budapest Festival Orchestra, tra le dieci migliori al mondo, che oltre a guidare il concerto inaugurale in piazza Duomo all’insegna della musica francese di inizio ‘900 (Darius Milhaud, Erik Satie, Maurice Ravel), sarà in residenza al Festival per cinque anni. Proprio come l’Orchestra di Santa Cecilia, protagonista del gran finale, l’11 luglio, con un programma da mille e una notte, che guarda alla relazione tra Due Mondi – Oriente e Occidente – e alle reciproche ispirazioni e suggestioni con Antonio Pappano sul podio tra L’Italiana in Algeri di Rossini, la Sheherazade di Rimskij-Korsakov e 1001 Nights in the Harem del turco FazÕl Say con il violino solista di Friedemann Eichhorn. “Terzo elemento che mi ha colpito – prosegue Veaute – è l’idea di contemporaneità, l’essere totalmente interdisciplinare. Ma soprattutto – sottolinea – l’internazionalità. Spoleto nasce come Festival dei due mondi, ovvero Italia e America. Siamo nel dopoguerra, bisogna rafforzare i legami tra i due Paesi attraverso la cultura. E si parte gemellati con il Festival di Charleston, che esiste ancora. Ho voluto riprendere i rapporti con loro e quest’estate verrà tutta l’equipe per capire cosa si può fare. Ma oggi – aggiunge – il Festival dei due mondi non è più solo il Festival Italia-Usa. Ora abbiamo Europa e resto del mondo, con anche il sud America, l’Asia, l’Africa. Vorrei raccontare tutto questo attraverso gli spettacoli e gli incontri”.
    Ecco allora che quest’anno il cartellone, già annunciato e tra i primi a partire in Italia con un programma così ricco di appuntamenti, “nonostante il Covid conta più di 500 artisti e 13 paesi rappresentati”. La musica sarà la grande protagonista, in tutti i suoi generi, ma ci saranno anche omaggi a Dante e ai 100 anni di Strehler. “Ho dovuto cambiare tre volte il programma a causa della pandemia – prosegue la direttrice -. Poi mi sono resa conto che alcune cose erano troppo difficili da tenere in piedi”. Meglio fare di necessità virtù e in questo caso è il digitale ad aiutare e allargare immensamente la platea. “Il gruppo Circa dall’Australia, ad esempio – dice – rischiava di rimanere bloccato troppo a lungo in quarantena, sia qui che al ritorno a casa. Così ho chiesto loro il filmato dello spettacolo, che presenteremo sul Digital stage e su RaiPlay. Il prossimo anno saranno in presenza”. “Tutti gli artisti – annuncia – parteciperanno ai tradizionali incontri di mezzogiorno con il pubblico nel week end. E sarà possibile seguirli in streaming su ANSA.it”. Tra gli appuntamenti votati all’internazionalità, anche l’incontro su Federico Garcìa Lorca realizzato con l’Ambasciata di Spagna in Italia e l’Istituto Cervantes di Roma e la partecipazione della nipote dello scrittore (3 luglio). Mentre tra i progetti speciali c’è la vocazione alla sostenibilità, che sfocerà in nuovo bilancio sociale. “Un cammino – spiega la direttrice amministrativa Paola Macchi – che per ora prevede l’eliminazione di tutte le bottiglie di plastica, l’installazione di erogatori e incentivazione di percorsi di meccanizzazione per gli spostamenti all’interno della città di Spoleto. Il nuovo orientamento segna anche alcune scelte artistiche come lo spettacolo L’Olandese voltante, che sarà accompagnato da una green parade di bambini e la piantumazione di alcuni alberi”. Intanto il pubblico sta già rispondendo. “Gli albergatori mi amano molto – sorride Monique Veaute -. Hanno già quasi tutto esaurito”. (ANSA).
   

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